COMUNITà PER IL CLIMA

”Laudato Si. Comunità per il Clima” è un’iniziativa dell’Associazione Borghi Autentici d’Italia e dell’Associazione Laudato Si’ – Un’alleanza per il clima, la Terra e la giustizia sociale – di Milano. Il progetto è rivolto alla folta rete di Piccoli Comuni italiani aderenti ad AssoBAI.

“Laudato Si” è stato rivolto a tutte le amministrazioni locali della rete dei Borghi Autentici; le manifestazioni di interesse dei comuni intenzionati a fare parte di questo vero e proprio progetto di avanguardia ambientale, hanno determinato il primo gruppo di Borghi italiani partecipanti al percorso per diventare Comunità per il Clima.

Parliamo di visione, prospettive, sviluppi e attività di “Laudato Si. Comunità per il Clima”, i cui lavori stanno entrando nella prima fase operativa, con Antonio Cardelli, Vice Segretario Nazionale di Associazione Borghi Autentici d’Italia.

Da quale visione e prospettiva di sviluppo nasce il progetto “Laudato Si. Comunità per il Clima”? 

Partirei dalla strettissima attualità: la pandemia che ha determinato una drammatica emergenza sanitaria e che sta costringendo tutti noi a “prendere le distanze” da ciò che era la nostra quotidianità: spostamenti tra i luoghi, relazioni con gli altri, comportamenti individuali…

Più in generale, ritengo che sia stato messo in discussione il rapporto con il contesto in cui, fino a qualche settimana fa (e sembra già un secolo), abbiamo vissuto e sia ora – più che mai – urgente affrontare il tema della “casa comune” richiamata dall’Enciclica di Francesco, “Laudato si”, a cui ci siamo ispirati per la riflessione avviata con il Meeting nazionale delle Comunità dei Borghi Autentici (organizzato a giugno 2019 ad Oriolo Romano) e poi per la proposta del Progetto “Laudato si. Comunità per il Clima”.

Laudato Sì - Comunità per il Clima

Il tema non è l’origine del virus e le modalità di contenimento della sua diffusione (questioni per le quali ci affidiamo alla scienza e alle responsabilità delle istituzioni) ma sono le conseguenze drammatiche sulla popolazione mondiale e la capacità di adattarsi per mitigarle ed evitare squilibri economici e sociali tra le fasce di popolazione più deboli e quelle più garantite.

Venendo allo specifico del progetto che abbiamo lanciato – al di là delle correlazioni tra l’insorgere di malattie e i cambiamenti climatici in atto che sono allo studio dalla comunità scientifica – è fondamentale osservare che l’unica risposta è la responsabilità e la presa in carico della “cura” della casa comune da parte delle comunità locali. 

Il movimento internazionale Fridays for Future ha richiamato, ormai da oltre un anno, l’attenzione soprattutto dei giovani sul tema del riscaldamento globale, rivolgendosi direttamente alle massime istituzioni internazionali per manifestare la propria preoccupazione. 

Alle giovani generazioni, quindi, il merito di aver preso una posizione chiara e senza ambiguità sulle responsabilità della politica e di aver promosso una mobilitazione su scala mondiale per rivendicare l’eredità di un pianeta in decadimento. 

La denuncia è però solo un tratto del faticoso cammino che deve contemplare anche la dimensione della responsabilità dei cittadini.

Nel pieno della tempesta (che sia l’emergenza sanitaria o quella climatica e ambientale) – come ci ha ricordato Francesco qualche giorno fa in Piazza San Pietro – “ci siamo resi conto di trovarci sulla stessa barca, tutti fragili e disorientati ma nello stesso tempo importanti e necessari, tutti chiamati a remare insieme”.

Comunità per il clima - Fridays for Future

Perché sia possibile immaginare (alla fine della crisi) un modello di società nuova e sostenibile è necessario che le “risposte” siano frutto di una “storia collettiva”, che ci sia cioè sia un impegno comune e condiviso e che tutti siano chiamati a dare un contributo. 

Con questa iniziativa, una volta messa a punto, sebbene fosse stata programmata prima dell’emergenza sanitaria, pensiamo di poter dare un contributo alla più complessiva ripartenza nei e con i nostri Borghi Autentici.

Quali sono le modalità attuative del progetto e in quale arco temporale si svolgerà la fase d’avvio?

L’iniziativa si rivolge agli amministratori e alle comunità locali affinchè possano avere un ruolo centrale nell’adattamento ai cambiamenti climatici ed essere centrali anche nella mitigazione degli effetti derivanti da tali cambiamenti. 

Le comunità locali sono chiamate a progettare e sperimentare concretamente le sfide che dovranno essere affrontate, e rese ancor più urgenti dall’attuale stato di emergenza, a partire dalla salute pubblica alla riduzione dei consumi, dalla salvaguardia della biodiversità alla mobilità dolce, dall’arresto del consumo del suolo al riuso urbano.

Quando sarà possibile “riaccorciare le distanze”, il percorso proposto prevede una prima fase di sensibilizzazione e coinvolgimento attivo delle comunità, mobilitando le persone e le loro energie che dovranno essere convogliate su obiettivi concreti e capaci di rispondere appieno a bisogni locali e, magari, destare nuove forme di economia circolare. 

La fase successiva sarà incentrata sul protagonismo dei cittadini coinvolti attraverso il sostegno e il supporto tecnico finalizzato all’attivazione e all’animazione di forme di aggregazioni locali (gruppi organizzati di cittadini, associazioni e volontari, enti del terzo settore, imprese cooperative, altro) che individueranno percorsi concreti di intervento per la cura del territorio, dell’ambiente e della propria comunità.

Contestualmente a queste due fasi, il Progetto prevede l’accompagnamento dell’Amministrazione locale alla formalizzazione di una Delibera di Consiglio comunale per la Dichiarazione di Emergenza Climatica, sull’esempio di numerose istituzioni europee, nazionali e regionali. 

Nei borghi coinvolti, l’atto amministrativo non sarà, però, solo un’azione simbolica ma sarà conseguenza diretta di un attivismo locale che consentirà – in piena sinergia tra ente pubblico e cittadini – di dare risposte concrete alle sfide poste dal cambiamento climatico, non solo sulla dimensione ambientale ma anche su quella sociale ed economica. 

Nell’attuazione del Progetto, abbiamo ritenuto, come valore aggiunto, di portare alle nostre comunità l’esperienza dell’Associazione “Laudato si’ – Un’alleanza per il clima, la Terra e la giustizia sociale” e la ricchezza della riflessione di numerosi intellettuali e attivisti italiani impegnati sui temi dell’ecologia integrale e in un’attività di educazione sulla giustizia ambientale e sociale. 

Una volta che ci saranno le condizioni per avviare le attività, l’arco temporale necessario a raggiungere gli obiettivi prefissati sarà strettamente legato alle specifiche caratteristiche delle diverse comunità coinvolte, prevedendo alcuni mesi per la fase di sensibilizzazione e coinvolgimento dei cittadini.

La partecipazione da parte dei cittadini nei progetti di rilevanza sociale è solitamente un’attitudine da creare e formare gradualmente, come questo progetto verrà promosso all’interno delle comunità?

Le funzioni di governo del territorio che i Comuni sono chiamati a svolgere si sono accresciute nel tempo e sono divenute sempre più complesse. Compito dell’Associazione è di raccogliere le sfide del nostro presente attraverso la riscoperta del valore della “sfera pubblica” e delle interconnessioni tra responsabilità individuale e collettiva. 

Ed è in questo incrocio che acquista un valore nuovo la Comunità e trova applicazione una concreta strategie di intervento in grado di creare dinamismo sociale ed economico e, di conseguenza, fornire una formidabile risposta alle istanze poste dai cambiamenti climatici. 

I Borghi e i piccoli Comuni diventano, quindi, laboratori d’innovazione nel “fare governo” nella direzione dell’ascolto delle comunità locali e dell’attivazione – attraverso forme di cittadinanza attiva – di una pratica di comunità aperta, predisposta all’inclusione, alla coesione sociale e alla sostenibilità.

Nell’attuazione del progetto, la collaborazione con l’amministrazione comunale dovrà, innanzitutto, concretizzarsi nell’individuazione dei soggetti tradizionalmente attivi nella vita della comunità e delle esperienze più avanzate di collaborazione comunitaria. 

L’obiettivo è identificare la leadership locale che può fungere da leva per l’allargamento del coinvolgimento e favorire l’attivazione di percorsi di partecipazione finalizzati ad affrontare le specifiche tematiche del progetto proposto. 

L’aggregazione che, nel tempo, si consoliderà intorno a tale leadership, dovrà fungere da “lievito” per la sensibilizzazione, anche attraverso la realizzazione di concrete attività di miglioramento del contesto locale. 

Qual’è la correlazione tra un’esperienza di partecipazione e protagonismo delle comunità come il progetto “Laudato Si. Comunità per il Clima” e la globalizzazione su cui oggi più che mai si richiede un ripensamento alla luce di una maggiore garanzia di protezione per le stesse comunità locali?

Paradossalmente, è proprio in questa epoca di globalizzazione che stiamo affrontando la più decisa esperienza di de-limitazione (oltre che del nostro tempo) del nostro spazio di vita. Ci sono stati imposti ristretti confini di movimento che non vanno oltre le mura domestiche. Siamo confinati in casa. 

In questa condizione – in cui fortemente compromessa è “l’abitudine alla prossimità” – cambia chiaramente la prospettiva con cui guardiamo al nostro rapporto con il resto del mondo e agli effetti della globalizzazione e riflettiamo sulla centralità del protagonismo delle comunità locali.

Nei borghi trovano applicazione concreta forme di rigenerazione sociale ed economica (sempre più attuali all’uscita dall’emergenza sanitaria) che rappresentano esperienze di reazione positiva alle trasformazioni economiche e sociali in atto. 

Non si tratta solo di sostegno mutualistico e solidaristico ma, spesso, tali forme generano modelli di nuova produzione o auto-produzione che guardano prioritariamente alla soddisfazione dei bisogni dei territori e – in un contesto globale rivisto in funzione della protezione delle comunità locali – possono innestarsi in una logica di rete che ne aumenti le potenzialità di sviluppo per i territori.  

È, ad esempio, il caso delle cosiddette “Comunità energetiche” con la realizzazione di impianti da fonti rinnovabili condivisi tra cittadini (in linea con quanto richiesto dall’Europa con la Direttiva 2018/2001), un’opportunità prevista anche da un emandamento inserito nel recente decreto Milleproroghe. 

L’autosufficienza energetica è uno dei temi di approfondimento e di pratica delle aggregazioni locali che saranno attivate dal progetto “Laudato Si. Comunità per il Clima”.

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